{"id":2787,"date":"2019-11-12T15:21:28","date_gmt":"2019-11-12T14:21:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unescoparcoetna.it\/sentieri\/tagara-del-leone\/"},"modified":"2020-11-19T11:18:04","modified_gmt":"2020-11-19T10:18:04","slug":"tagara-del-leone","status":"publish","type":"sentiero","link":"https:\/\/unescoparcoetna.it\/en\/sentieri\/tagara-del-leone\/","title":{"rendered":"Tagara del Leone"},"content":{"rendered":"<p>The route unfolds on a cart track built by private initiative around 1972 to facilitate the transport of tourists to the high altitudes of the Volcano with motorized vehicles, an activity that was never carried out. Subsequently, the whole area became part of the State Property, which forbade the transit of these vehicles. Once abandoned, the cart track remained intact in some sections, while in others only a faint trace remains.<\/p>\n<p>The trail begins South-West of Monte Baracca at an altitude of 1,715 8 m a.s.l., along Hiking Trail no. 724. Its surrounding environment is characterised by a notable rare scrub of Etna birch settled on volcanic substrata, and develops for 6,900 m. Above 1,900 m of altitude. The trail\u2019s multiple hairpins turn overcome the steep slopes of the North-Eastern side of Pizzi Deneri and, after passing some impluvia, the track reaches Piano delle Concazze at an altitude of 2,791 m North-West of Pizzi Deneri, in the middle of the lava desert typical of the summit areas of Mount Etna. An average gradient of 15.5% with peaks of 20% makes the \u201cTagara del Leone\u201d among the most difficult hiking trails of Mount Etna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The route unfolds on a cart track built by private initiative around 1972 to facilitate the transport of tourists to the high altitudes of the Volcano with motorized vehicles, an activity that was never carried out. Subsequently, the whole area became part of the State Property, which forbade the transit of these vehicles. 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Sul versante sud il percorso \u00e8 stato soggetto a varie modifiche in diversi anni del Novecento, a seguito della formazione dei crateri avventizi, denominati Piano del Lago e Barbagallo, generati dalle eruzioni del 2001 e del 2002\/2003 e dello scorrimento di colate laviche relativamente recenti. Piccole deviazioni dal tracciato principale consentono agli escursionisti di affacciarsi in pi\u00f9 punti sulla sottostante Valle del Bove, nella quale si \u00e8 riversata la maggior parte dei flussi lavici recenti emessi dal Cratere di Sud-Est. Il sentiero consente di visitare da distanza relativamente ravvicinata, il complesso costituito dalle due voragini sommitali (Cratere Centrale e Bocca Nuova) e dai due crateri sub-terminali (Nord Est e Sud Est). 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Dopo una decina di minuti di cammino, si incontra un piccolo ovile superato il quale si punta sulla sinistra. Esso offre all\u2019escursionista un iniziale viaggio tra le betulle dell\u2019Etna, che insieme a tre\/quattro canali costituiti da grandi spessori di colate laviche levigate dallo scorrimento fluviale, testimoniano oggi il clima freddo e il grande apporto di acqua avuto in passato a seguito dello scioglimento dei ghiacciai avvenuto post-glaciazione. Superata la fascia boschiva, dopo circa venti minuti di cammino, il sentiero si apre ad una valletta in cui si osserva un interessante fenomeno di ingrottamento lavico nota come Grotta di Serracozzo, formatasi a seguito dell\u2019eruzione del 1971 avvenuta lungo una frattura. L\u2019entrata di tale grotta si trova a monte delle bocche ed \u00e8 costituita da un piccolo ingresso che richiede di fare molta attenzione e di abbassarsi, ed \u00e8 percorribile all\u2019interno per circa una cinquantina di metri solo da persone dotate di caschi di protezione e torce. Di fronte le bocche, il percorso riprende poi quota con una salita piuttosto ripida, raggiungendo un affaccio panoramico sulla Valle del Bove a quota 2095 m s.l.m., all\u2019interno della quale \u00e8 possibile osservare una serie di dicchi magmatici che al tempo stesso fungono protezione dall\u2019erosione della valle stessa, lungo una cresta conosciuta come Serracozzo, seguendo una traccia abbastanza evidente. 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